Storia della Valpolicella


Per Valpolicella intendiamo quell'area collinare pedemontana che si estende da nord-ovest a nord-est della città di Verona, delimitata dalla Val d'Adige e dai pendii del Monte Baldo a ovest e dalle prime colline vulcaniche di Soave a est. Non si compone di un'unica valle, ma di otto valli disposte in sequenza. La parte occidentale di cui fanno parte i comuni di Sant'Ambrogio, Fumane, Marano, San Pietro in Cariano e Negrar può fregiarsi dell'appellativo di "Classica", mentre gli altri comuni ad est da Grezzana a Illasi passando per Mezzane, sono comunemente detti Valpolicella Orientale o semplicemente Valpolicella. Zona da sempre votata alla viticoltura e produzione di vino, è conosciuta e citata sin dai tempi dei Romani nei primi anni d.C.; l'etimologia stessa del nome potrebbe derivare dal latino "Valle delle Polis Callae" che tradotto significa: valle dalle molte cantine.

Il paesaggio tipico è composto da un intervallarsi di pendii più o meno ripidi, terrazzamenti e altopiani in cui la coltivazione della vite si alterna a quella dell'ulivo e del ciliegio, dando vita ad un panorama unico. Dai vigneti più alti è possibile scorgere il basso Lago di Garda. Le uve principalmente coltivate in Valpolicella sono Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara, tutti vitigni autoctoni che hanno trovato la culla e l'equilibrio ideale nel contesto della Valpolicella. Sono queste uve che danno origine ai vini rossi della zona: il Valpolicella d'annata, il Superiore, il Ripasso, il Recioto ed infine l'Amarone, la punta di diamante della zona, il cui successo ha contribuito a rendere questa piccola area collinare una delle più famose al mondo.

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